LA FIBRA

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Utilizzando una definizione semplice, con il termine di "fibra alimentare" si è soliti indicare alcune sostanze costituenti la parte strutturale delle cellule dei vegetali, in altri termini lo "scheletro" che le sostiene. La fibra è costituita prevalentemente da cellulosa, emicellulosa, pectine e lignine (chimicamente sono carboidrati o sostanze carboidrato-simili) che l'organismo umano non è in grado di digerire, in quanto privo di enzimi specifici.

E' da aggiungere, tuttavia, che la flora batterica intestinale può operare in parte una degradazione di alcuni di tali composti, i cui prodotti di scissione potrebbero anche venire assorbiti, ma in quantità del tutto trascurabili.
Esistono poi altri composti non assorbibili, rappresentati da gomme, gel, mucillagini e sostanze analoghe. I componenti delle fibra alimentare si possono suddividere in insolubili (cellulosa, emicellulosa lignine) e solubili (gomme), che esplcano a loro volta funzioni opposte: le insolubili attivano la motilità intestinale e, a contatto con i liquidi intestinali, si rigonfiano aumentando la massa fecale e determinando pertanto una riduzione dei tempi di transito, molto utile in caso di stipsi; le solubili, contenute prevalentemente nei legumi e nella frutta,, formano invece soluzioni viscose che rallentano i tempi di svuotamento e, al tempo stesso, rallentano l'assorbimento di glucidi e lipidi, nonché di colesterolo. Sebbene sulla base dei dati sino ad ora disponibili, sia difficile stabilire delle precise correlazioni tra livelli di fibra alimentare nella dieta e stato di salute, un aumento dell'assunzione di fibra alimentare sembra auspicabile e dovrebbe derivare da un più elevato consumo di alimenti ricchi di fibra (legumi, ortaggi, frutta e cereali integrali) che apportano anche minerali e vitamine, piuttosto che da concentrati di fibra. Secondo Cummings è consigliabile il consumo di circa 30-35 g/die di fibra alimentare per l'individuo adulto.
Non esistono dati sicuri sulle raccomandazioni per i bambini e gli anziani; in tali gruppi la tolleranza, anche a livello gastronomico, è variabile, e allo stesso tempo quantità eccessive potrebbero notevolmente ridurre l'assorbimento di sali minerali e di altri nutrienti.
Una dieta ben equilibrata, che contempli la copertura dei fabbisogni energetici e il consumo abituale di verdura, frutta, legumi e cereali, magari integrali, in quantità ragionevole, dovrebbe comunque garantire un apporto di fibra adeguato.

RICORDATI CHE:
• Il confronto tra la farina integrale, la crusca da un lato e frutta e verdura dall'altro, non può essere fatto solo sulla base della percentuale di fibre, ma sulle caratteristiche delle medesime.
• La mania di ingurgitare prodotti artificiali per combattere la stipsi arreca non pochi disturbi: innanzitutto si ha il meteorismo (cioè aria nella pancia); poi può aversi una irritazione cronica della parete intestinale con colite da "dieta integrale" che di già si sta definendo come un effetto collaterale della dietomania. Secoli di contatto con i vegetali, invece, hanno modellato le funzioni intestinali dell'uomo alla digestione delle componenti della frutta e delle verdure più utili ed al passaggio di quella parte che non essendo digerita aumenta il volume delle feci e riduce il tempo di transito, ma, si ripete, senza gli inconvenienti legati all'accesso di apporti artificiali.